Storia

Nel 1919, su iniziativa di due giovani, Giulio Bucciarelli e Alessandro Cameroni, nasce il Como Water Polo Club.

La Società Como Nuoto (1919 – Oggi)
Introduzione
Fondata nel 1919, la Como Nuoto è un’istituzione sportiva con oltre un secolo di storia. Radicata
sul Lago di Como, la società ha saputo evolvere da un’associazione pionieristica a una moderna
polisportiva, portando il nome della città ai massimi livelli nazionali e contribuendo alla formazione
di numerosi atleti olimpici. La sua sede storica in Viale Geno è un simbolo di aggregazione sportiva
e sociale.
La società Como Nuoto affonda le sue radici nell'acqua naturale del Lago di Como, un legame che
ne definisce l'identità.
- Il Battesimo nel Lago: Nei primi decenni, l'attività agonistica e gli allenamenti si
svolgevano in un apposito "campo a lago" delimitato, vicino all'attuale sede,
testimoniando un approccio pionieristico e simbiotico con l'ambiente lariano.
- Il Simbolo Istituzionale: Fin dalle origini, la Rana è l'emblema del club, a significare agilità
e l'affinità con l'acqua. Questo simbolo è oggi pienamente rappresentato dalla squadra
femminile di pallanuoto, le celebri "Rane Rosa".
-Sede e Funzione Sociale: La sede di Viale Geno è stata sin da subito un punto di
riferimento non solo per l'attività sportiva, ma come centro di aggregazione sociale
fondamentale per la comunità.
Le Origini e l'Identità Fondativa (1919 - 1970)
- La società nasce nel 1919 grazie all’iniziativa di Giulio Bucciarelli e Alessandro Cameroni. I
primi allenamenti si svolgono nelle acque del lago, presso le Terme Comensi, e la stagione
agonistica è limitata ai mesi estivi. Nel 1924, Luciano Trolli partecipa alle Olimpiadi di
Amsterdam nei 200 metri rana.
- Sedi Storiche e Trasferimenti
-La società si trasferisce più volte: dalla Canottieri Lario alla palazzina del Reale Automobile
Club d’Italia, poi ai Bagni Margherita in viale Geno. Gli atleti si esibiscono in spettacoli natatori e
di tuffi, svolgendo anche servizio di salvataggio. Nel 1927, con la costruzione dello Stadio
Sinigaglia, le Terme Comensi vengono smantellate e l’attività si sposta definitivamente in viale
Geno.
- I Primi Campioni
- Negli anni ’20 e ’30 emergono figure come Giuseppe Mazza, Ernesto Manzoni e Antonio
Conelli, protagonisti nei campionati italiani e internazionali. Ernesto Manzoni vince cinque titoli
tricolore nei 200 rana e partecipa ai mondiali universitari dal 1927 al 1930.
- Simboli e Tradizioni
- Il primo simbolo della società è un cavalluccio marino, sostituito negli anni ’30 dalla rana
disegnata dal caricaturista comasco Camillo Broffoni, da allora è l’emblema della società della
“Ranetta”.
- La Guerra e la Ripresa
- Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sede viene requisita dalla Wehrmacht e la società
trova ospitalità presso la Canottieri Lario e poi sul piroscafo “Italia”. Nel dopoguerra, una
baracca militare tedesca diventa la nuova sede grazie all’intervento di Oreste Gementi.
L'Affermazione Agonistica e Strutturale (1972 - 2015)

Il periodo è segnato dal consolidamento delle strutture e dai successi della Pallanuoto Maschile e
femminile e del Nuoto, che ha portato il club ai vertici regionali e nazionali.
Lo Sviluppo degli Impianti e i Riconoscimenti
La svolta strutturale avvenne negli anni '70 con la creazione di un complesso natatorio completo a
Viale Geno. Il cuore pulsante dell'attività in vasca è la piscina da 25 metri intitolata al campione
Luciano Trolli.
L'impegno e la tradizione della società vennero ufficialmente riconosciuti dal CONI nel 1976 con
l'assegnazione della prestigiosa Stella d'oro al Merito Sportivo.
I Grandi Campioni e l'Eccellenza Olimpica
La Como Nuoto ha formato atleti che hanno gareggiato ai massimi livelli mondiali, inclusi i Giochi
Olimpici:
- Nuoto: Luciano Trolli (a cui è intitolata la piscina da 25 metri), Lorenzo Vismara
(velocista olimpico e plurimedagliato internazionale), Antonio Conelli, Mauro Cappelletti
(titoli italiani e record internazionali nel nuoto master).
- Pallanuoto: Marco Gerini (giocatore di rilievo nazionale e olimpionico Atlanta 1996).
- Nuoto Sincronizzato (Artistico): Federica Stefanelli (Atleta olimpica ad Atene 2004,
medagliata ai Campionati Europei).
I Cicli della Pallanuoto Maschile in Serie A1
La sezione maschile ha vissuto una storia fatta di grandi picchi e discese, oscillando spesso tra la
massima serie e la cadetteria.
- L'Altalena: Per decenni la Como Nuoto è stata una presenza fissa nei campionati nazionali
(Serie B e A2), con diverse apparizioni in Serie A1.
- La Promozione del 2013: Uno dei momenti più alti della storia recente fu la promozione in
Serie A1 ottenuta nel 2013 (dopo aver vinto il girone Nord di A2). La squadra militò nella
massima serie lottando contro le corazzate liguri e campane.
- Anni recenti: Dopo periodi di difficoltà e ripartenze dalla Serie B, la squadra (oggi
sponsorizzata Recoaro) ha navigato stabilmente in Serie A2, fungendo da trampolino per
molti giovani talenti locali. Nella stagione attuale (2025), la formazione maschile si trova a
ripartire dalla Serie B, con l'obiettivo di risalire.
La squadra maschile ha avuto tre importanti fasi nella massima serie italiana, per un totale di otto
stagioni in A1:
Ciclo Stagioni
in A1

Miglior
Piazzamento Successi/Note Principali

I 1987-1988 12° Posto Esordio nella massima serie.
II (l'Età
d'Oro) 1993-1998 8° Posto Cinque stagioni consecutive. Vittoria della

Coppa COMEN (1995).

III 2013-2015 7° Posto L'ultimo biennio in A1, concluso con

l'autoretrocessione in serie B.

L'Epopea delle Rane Rosa (2021 – Oggi)
Il progetto femminile di pallanuoto, nato nel 1997, è il simbolo della vitalità recente del club,
raggiungendo traguardi storici nonostante le avversità logistiche.
- Promozione Storica (2021): Le Rane Rosa guidate da Stefano “Tete” Pozzi conquistano
per la prima volta l'accesso alla Serie A1, vincendo i playoff contro l'Acquachiara Napoli.
- Il Triennio in A1 (2021-2024): La squadra disputa tre stagioni consecutive nella massima
serie. Il loro cammino è un esempio di resilienza sportiva, reso difficile dalle note difficoltà
logistiche (Covid e chiusura della piscina di Muggiò) legate all'inagibilità degli impianti
cittadini (che le costringeva a giocare spesso in trasferta).
Capitolo 4: La Como Nuoto Contemporanea: Missione e Status (2025)
La Como Nuoto, nel suo secondo secolo di vita, si concentra sulla formazione e sulla riconquista
dei massimi campionati.
Posizionamento Agonistico Attuale (Stagione 2025-2026)
- Pallanuoto Maschile: Milita in Serie B con l’obiettivo di tornare in serie A2
- Rane Rosa (Femminile): Milita in Serie A2, con l'obiettivo di riconquistare la Serie A1.
- Missione Educativa: Il settore giovanile della pallanuoto e del nuoto continua a essere un
pilastro, con l'obiettivo primario di trasmettere i valori educativi dello sport: disciplina,
sacrificio e spirito di squadra.
Visione Istituzionale e sguardo al territorio ed alla comunità comasca
Il club continua a operare per la comunità lariana, impegnato a coniugare l'eccellenza sportiva con
la responsabilità sociale. La sede di Viale Geno, con la piscina Luciano Trolli, resta il cuore
pulsante e l'iconico punto di riferimento per gli sport acquatici a Como.

UBERTO BAZZI

SEDE - QUANDO ANCORA SI GIOCAVA NEL LAGO

Una strenna natalizia che Uberto Bazzi, socio e storico allenatore della Como Nuoto, ha voluto regalare alla società….un pezzo di storia della città di Como “vista dal lago”

L’ALLENATORE era LUCIANO TROLLI

Sì, proprio Lui, l’Ingegner Luciano Trolli, che tutti in Como Nuoto conoscono almeno di nome, per la piscina sociale a Lui doverosamente intestata. Trolli: una vita dedicata al nuoto ed alla pallanuoto (atleta di livello olimpionico, allenatore, dirigente), senza trascurare la professione di ingegnere civile che ha regalato alla città molte testimonianze di architettura razionalista.

Il suo connubio professione-sport trova la massima espressione nell’allestimento della sede della Como Nuoto a Villa Geno. Fu protagonista principale come propugnatore, progettista e direttore dei lavori, sostenuto da pochi amici: in particolare, per la costruzione della piscina, da Adriano Meroni, presidente, se la memoria non mi inganna, nel periodo 1968-1980. L’opera nel suo complesso è stata voluta, progettata e realizzata da Trolli nel corso di un ventennio (1951-1971-72) attraverso quattro fasi fondamentali:

1950-51 – Realizzazione della segreteria e degli spogliatoi fronte-lago, con l’attuale segreteria sotto il dominio assoluto della “Sciura” Paola, bagnina tuttofare, fornitrice di paste fresche per la merenda anche a credito (poi saldato dai genitori), e gran distributrice di colpi di scopa a chi derogava da un comportamento corretto;

1955 – Consolidamento dell’area, con la costruzione del muro a lago che fungeva anche da tribuna dell’antistante campo di gara (nuoto e pallanuoto) delimitato, nello stesso anno, da due pontoni fissi, posti in opera in sostituzione dei precedenti pontoni galleggianti. Questi ultimi erano residuati di guerra e vennero inviati in Polesine in aiuto della popolazione colpita da una tremenda alluvione;

1960 – Ampliamento del complesso con la realizzazione del salone che oggi funge da bar ristorante;

1971 – Completamento dell’opera con la costruzione della piscina, mentre l’illuminazione e l’impianto di riscaldamento furono realizzati l’anno successivo.

Infine, è giunto il quinto lotto, in periodo post-Trolli, che ha dato alla sede l’aspetto attuale, con la costruzione del pontile realizzato nel 1979 sacrificando il CAMPO A LAGO in favore dei soci cosiddetti “prendisole”. I due pontoni che delimitavano il campo a lago tra nord e sud prima servivano come punto di ritrovo per gli allenamenti e come tribune per le partite di campionato, quando l’arbitro decideva di operare dal muro a lago e non dalla barca che veniva ormeggiata a metà campo sul lato esterno.

Oggi questo caro, indimenticabile campo a lago non sarebbe stato comunque più agibile perché, causa la subsidenza di piazza Cavour, il Lago è ora regolato ad un livello inferiore di circa 50-60 centimetri rispetto a quello in vigore negli anni ’60, quando la quota massima ammessa all’idrometro di Malgrate era di 180 centimetri, rispetto agli attuali 120.

L’acqua era sempre fredda, per cui talvolta capitava che amici benevoli, per alleviare le pene del portiere (Chicco Feliziani), gettavano dal pontone, sul semisurgelato estremo difensore, secchiate di acqua calda! In un’occasione la partita fu sospesa per ritiro della squadra avversaria semi-assiderata: correva l’anno 1970, ospite la formazione del Bentegodi di Verona dove giocavano i tre fratelli Castagnetti, fra i quali merita una menzione particolare Alberto, scomparso pochi anni fa, divenuto in seguito grande allenatore della nazionale di nuoto (leggi Federica Pellegrini, Olimpiadi di Pechino del 2008).

L'ALLENAMENTO

L’ALLENAMENTO si svolgeva tutte le sere estive, considerando che il campionato si svolgeva normalmente nel trimestre giugno-agosto. La componente natatoria prevedeva spesso l’attraversata del Lago dalla sede sociale all’hotel Vllla Flori, gli atleti erano accompagnati dal mitico burchio (barca quadrata a fondo piatto sulla quale si remava in piedi). Quando il lago era increspato dal Tivanaccio, cioè “gh’era su i üchett” , Trolli faceva spostare l’allenamento al pontile di Villa Geno (protetto dalla punta) dove veniva sistemata una porta trainandola con il burchio. I giocatori raggiungevano il pontile a nuoto, completando poi l’allenamento con il ritorno in sede sempre per via acquea: lo scatto più imperioso era quello verso la doccia calda…

Questo tipo di allenamento natatorio svolto fuori corsia in acque libere predisponeva alle gare di fondo che completavano l’attività sportiva. A tale proposito si possono ricordare: la “Villa Geno”, dalla diga alla sede della Como Nuoto, la traversata del Lago di Varese, la traversata di Mandello Lario, il “Miglio Marino” di Genova-Sturla, la traversata di Lugano (dal Golfo Paradiso all’inizio dei giardini pubblici), la gara di fondo di Cremona, 2 km nel Po in favore di corrente, (all’arrivo, per non essere trascinati dalla corrente, ci si doveva agganciare al volo ad una barca appositamente ormeggiata!). Fra tutti il migliore era Franco (Cochi) Feliziani, sempre ben piazzato e più volte vincitore, vedi, in particolare, la Coppa Villa Geno del 1961.

Una volta all’anno con il solito burchio si trasportava il campo di gioco al lido di Moltrasio, dove si svolgeva una partita amichevole con la squadra locale, costituita essenzialmente da giocatori di società milanesi, alcuni dei quali passavano l’estate in riva al primo bacino del lago. Era una domenica di festa, sempre allietata da esibizioni di tuffi acrobatici e comici eseguiti con grande bravura da Aristide Ghezzi ( il primo e forse per ora l’unico tuffatore della Como Nuoto) e da Cesare (Cino) Mondini.

Chi ha vissuto quell’epoca certamente ricorda I palloni di cuoio, che con l’uso nel corso della stagione si ingrossavano e si appesantivano sino a diventare delle “angurie”. Il pallone di grosse dimensioni e le onde del lago non permettevano di impugnarlo da sopra come si usa con i palloni attuali. Tutti i giocatori erano quindi abilissimi nell’impugnare il pallone ponendo il palmo della mano sott’acqua, movimento che i giocatori di oggi non sanno assolutamente più fare. Questo fondamentale individuale permette al giocatore di proporsi al tiro in posizione di maggiore equilibrio con le gambe in posizione posteriore.

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